REQUIEM.

Ci
sono sfighe che non puoi raccontare.

Ma
ci sono difetti umani che si posso descrivere.

Ora
non ho voglia di fare né una né l’altra cosa. Ora ho
voglia di non pensare.

Ho
voglia di ascoltare musica. Tanta musica nelle orecchie e lasciatemi
in pace, voi essere inanimati, senza cuore, voi che non mi sembrate
umani. Voi che siete come pipistrelli e volate su di me per togliermi
il sangue, forse per invidia o per gelosia. Perché dentro
porto quello che non so. Perché non ho voglia di
accontentarmi, perché vorrei una felicità piena.

Voi
siete solo ruote di scorta. E io ascolto la mia musica, non lo
sfregare di Voi Pneumatici usati contro la vita che non sapete
affrontare, contro la strada che non sapete guidare, perché
siete vecchi e usati e brutti, e siete corrosi da strati di “modi
di dire”-”modi di fare”-”mode” e siete come copie di copie
romane di statue greche: avete perso identità. Siete solo
resti di una civiltà che muore, dentro se stessa, e mi fa
piacere, ma io non vi seguirò, io vi seppellirò.

E
ora fottetevi.

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